Articolo Blog: Sistema Endocannabinoide

Il Sistema Endocannabinoide

La scoperta del sistema endocannabinoide si deve tradizionalmente al lavoro del professor Raphael Mechoulam che nel 1964, a partire dallo studio della pianta di Cannabis,  riuscì ad isolare e a sintetizzare il Δ9-tetraidrocannabinolo (THC) , il maggior principio attivo della Cannabis. Mechoulam successivamente contribuì all’individuazione del cannabidiolo (CBD), del cannabigerolo (CBG) e di numerosi altri componenti della Cannabis.

Tuttavia, all’epoca ancora non era chiaro come funzionasse questa pianta  e in che modo interagisse con il sistema nervoso umano. Solo agli inizi degli anni ’90, infatti, venne messo in luce come i cannabinoidi di origine vegetale fossero in grado di legarsi a specifici recettori presenti sulla membrana di diversi tipi di cellule. Ben presto, allora, fu chiaro che la presenza recettoriale doveva accompagnarsi all’esistenza di ligandi naturali endogeni. 

Endocannabinoidi

Questa ipotesi venne suffragata dalla scoperta che il nostro organismo produce diversi cannabinoidi, denominati appunto endocannabinoidi. Gli endocannabinoidi derivano da un acido grasso polinsaturo, l’acido arachidonico, e attivano i recettori dei cannabinoidi. 

In quegli anni, la ricerca permise l’identificazione di un numero crescente di endocannabinoidi tra i quali vanno menzionati Anandamide (dal sanscrito Anandafelicità, beatitudine) e 2-arachidonoil-glicerolo (2-AG) e la N-arachidonoil-dopamina (NADA)  che sono quelli tuttora maggiormente studiati.

“Non saremmo riusciti ad arrivarci se non avessimo esaminato la pianta”. – (R. Mechoulam)

Recettori Cannabinoidi

I recettori cannabinoidi (CB1 e CB2) insieme agli endocannabinoidi costituiscono il cosiddetto sistema endocannabinoide (ECS). Questo sistema riveste grande importanza nel funzionamento dell’organismo, con implicazioni in svariati ambiti fisiologici tra cui integrazione e modulazione del dolore, funzioni mnestiche e cognitive, controllo della funzione motoria, regolazione del sistema immunitario e della risposta infiammatoria ed endocrina e modulazione del metabolismo osseo.

Il sistema endocannabinoide è essenzialmente coinvolto nel mantenimento dell’omeostasi, ovvero protegge l’equilibrio bio – chimico interno del nostro corpo dalle oscillazioni delle condizioni ambientali esterne. È come un computer di bordo che controlla le funzioni basilari dell’organismo: è coinvolto nel controllo dell’appetito e in svariate funzioni correlate alla risposta allo stress, gli endocannabinoidi dispongono di proprietà neuroprotettrici, influenzano sensibilmente anche i sistemi cardiovascolare e respiratorio, controllando il ritmo cardiaco e riducendo la pressione arteriosa e avendo capacità broncodilatatorie.

Il professor Vincenzo Di Marzo, uno dei farmacologi più influenti al mondo, conduce ricerche sul sistema endocannabinoide fin dalla fine degli anni ’80. Di Marzo, insieme ai colleghi Tiziana Bisogno e Luciano DePetrocellis, spiega le funzioni del Sistema Endocannabinoide come:

” Un regolatore centrale in grado di modulare ed equilibrare le principali attività degli organismi quali mangiare, dormire, rilassarsi, proteggere e dimenticare.” – (V. Di Marzo, T. Bisogno, L. De Petrocellis)

A causa di alimentazione scorretta e di scarsa qualità, di mancanza di attività fisica, di tossine ambientali o di fattori genetici, si possono verificare dei deficit dei livelli di endocannabinoidi che riducono la capacità del nostro organismo di adattarsi allo stress. Un’esposizione prolungata a fattori di stress ed un abbassamento dei livelli della risposta endocannabinoide potrebbero essere alla base di diverse condizioni patologiche. 

Deficienza clinica da Endocannabinoidi

Il neurologo e ricercatore sulla Cannabis Medicinale Ethan Russo per primo ha ipotizzato che la “deficienza clinica da endocannabinoidi” sia alla base dell’emicrania, della fibromialgia, delle infiammazioni croniche dell’intestino (MICI) e di un gruppo di altre condizioni che rispondono favorevolmente a terapie a base di cannabinoidi.  

Fitocannabinoidi

I fitocannabinoidi, imitando i meccanismi d’azione degli endocannabinoidi e possono regolare il Sistema Endocannabinoide in situazioni di stress che causano diversi problemi di salute. Numerosi studi clinici hanno confermato come il trattamento con fitocannabinoidi abbia prodotto risposte positive in diverse condizioni patologiche.  

 

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