CBD e autismo - Un bambino autistico che sorride

CBD e Autismo: l’aiuto viene dalla canapa a basso THC?

CBD e Autismo

CBD e autismo sono due realtà che sempre più spesso si incrociano, soprattutto in un momento che vede crescere drammaticamente il numero dei bambini con diagnosi di disturbi dello spettro autistico.

Il trattamento di pazienti affetti da ASD (Disturbo dello spettro autistico – Autistic spectrum disorder) con cannabis e nello specifico CBD o Cannabidiolo e THC è oggetto di numerose ricerche con risultati molto interessanti.

Lo stimatissimo Dr. Raphael Mechoulam, insieme ai suoi collaboratori, hanno condotto una delle più recenti ricerche in questo ambito, analizzando i dati raccolti da un programma di trattamento di 188 pazienti autistici a cui era stato somministrato olio di cannabis con un rapporto tra  CBD e THC di 20:1.

Dopo sei mesi di trattamento il 30% dei pazienti ha riportato un miglioramento significativo, il 54% un miglioramento moderato. È quindi  possibile affermare che l’84% dei pazienti trattati ha avuto miglioramenti concreti.

Qualità della vita

Le osservazioni svolte in questa ricerca miravano a valutare i cambiamenti nella qualità della vita, nell’umore e nella capacità di svolgere attività quotidiane dei pazienti.

Prima del trattamento solo il 31% dei pazienti aveva una buona qualità della vita, mentre a distanza di sei mesi questo dato si è allargato al 67% dei pazienti. I miglioramenti analizzati e valutati riguardavano attività quotidiane come dormire, mangiare con appetito, concentrazione sulle attività quotidiane e attività intestinale.

Olio di Cannabis: effetti collaterali

Non sono stati rilevati particolari effetti collaterali. La cannabis nei pazienti con ASD sembra essere un’opzione ben tollerata, sicura ed efficace per alleviare i sintomi associati all’autismo,  spiegano gli autori. Dato avvalorato dalla maggioranza di pazienti che hanno proseguito il trattamento con l’olio di cannabis al 15% o 30% CBD dopo i sei mesi iniziali.

Quale percentuale di Olio al CBD funziona meglio?

Domanda difficile, le ricerche testimoniano come ogni paziente sia un caso a sé. Infatti, l’osservazione del medico curante, del neuropsichiatra, dell’insegnante di sostegno e ovviamente della famiglia stessa è fondamentale per dare una risposta a questa domanda.

Uno studio brasiliano su CBD e autismo

Risultati positivi in questo ambito vengono anche da uno studio svolto in Brasile. In questo studio un gruppo di 15 pazienti autistici (di cui 5 epilettici) ha ricevuto un trattamento a base di  CBD  standardizzato con un rapporto CBD:THC di 75:1. Dopo 6/9 mesi di trattamento, la maggior parte dei pazienti ha mostrato miglioramenti evidenti in più di una delle categorie di sintomi valutate. Queste categorie comprendevano fattori come convulsioni, disturbo da deficit di attenzione e/o iperattività, disturbi del sonno e deficit di comunicazione e interazione sociale. Dieci dei quindici pazienti stavano usando anche altri medicinali e nove di questi sono riusciti a mantenere i miglioramenti anche dopo aver ridotto o sospeso altri farmaci.

Conclusioni

Rispondendo alla domanda iniziale quindi si, i risultati qui riportati sono molto promettenti e sembrano sostenere le speranze delle famiglie e degli addetti ai lavori. L’aiuto potrebbe proprio arrivare da questa meravigliosa pianta dalle molteplici qualità!

 

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